Appunti di viaggio; “saluti da ...”

di Chiara Aglialoro

“un piccolo compendio dell’universo,
alpestre piano e lagunoso in sessanta
miglia da tramontana a mezzodì”

Ippolito Nievo sintetizzava così le diversità geoculturali che caratterizzano il Friuli Venezia Giulia.


Osservando il lavoro dell’autore di questa mostra, l’ho immaginato come un consumato cercatore che, con il suo raffinato colpo d’occhio ha saputo riconoscere, sul fondo del torrente, il luccichio della moltitudine di pagliuzze donate “dalla terra dell’oro”. Una terra che custodisce con gelosia il suo tesoro, ma che lo dona con generosità a chi ha la pazienza e la curiosità di saperlo cercare.
Ho quindi costruito alcuni percorsi che il foto-documentarista Luigi Vitale poteva aver intrapreso, spinto dalla curiosità che i luoghi di una terra non sua avrebbero potuto suggerigli. Artefice di una ri-scoperta del territorio, con lo sguardo attento di un’interprete d’eccezione che ha saputo raccogliere, in immagini, tessere di eccellenza che se unite compongono uno splendido mosaico.
I quattro itinerari tematici sono un esempio di ciò che il visitatore attento potrà scoprire nei tanti possibili viaggi che il Friuli Venezia Giulia sa offrire. Territorio fatto di famosi capolavori e piccoli tesori nascosti, dove tradizione e modernità convivono in armonia, espressione di bellezza senza clamori che si lascia toccare con la mano. Bellezza fatta di particolari, come un buon vino, da sorseggiare lentamente per apprezzarne le singole caratteristiche che ne compongono l’insieme.
Oggi il mondo dell’immagine è il media più usato per comunicare. Ha raggiunto se non superato la scrittura. Sono più di 3 miliardi le persone che si servono di internet, social network e smartphone. Nel 2015 Instagram dichiara di possedere 300 milioni di utenti attivi, con più di 70 milioni di foto caricate ogni giorno. Il flusso quotidiano di dati al quale ciascuno di noi partecipa è oramai una realtà. A maggior ragione per il viaggiatore del XXI secolo, che è sempre più un’internauta e ricerca emozioni da catturare in personali inquadrature da condividere con gli amici in tempo reale. Scatti che vanno a comporre virtuali album digitali e bacheche partecipative, evoluzione delle tanto amate cartoline che era uso spedire dai luoghi di villeggiatura.
La sezione dedicata agli itinerari richiama graficamente una contemporanea rilettura “social” di un paesaggio comunicato a “colpi d’immagine d’autore”.

GORIZIA

Natura e Paesaggio

Nelle serene notti invernali, dalla pianura udinese si possono scorgere le luci di Gemona e della pedemontana friulana, esse appaiono talmente vicine e vive da immaginarle come delle decorazioni natalizie. Nelle fresche mattine d'estate dalle Dolomiti Friulane si può distinguere chiaramente la laguna di Grado e le sue acque talmente brillanti da sembrare d'oro. Una terra la nostra che avvolge il viaggiatore e mai si ripete, dal medioevale Castello di Gorizia attraverso la landa carsica si scende sulle frastagliate coste al Castello di Miramare, nei suoi giardini e alla riserva marina.
Mare che dopo poco diventa placido rifugio per avifauna all'interno delle lagune di Grado e Marano, paesi questi che in antica epoca erano al servizio di Aquileia, metropoli romana, del quale ancora oggi possiamo ammirarne i resti. Essa fu capitale del Friuli posta a difesa dei confini orientali, formati dai dolci declivi del Collio, da Cividale e dalle selvagge ed impervie Valli del Natisone. Proseguendo a nord si apre la piana del Tagliamento presso Gemona e Venzone perle architettoniche, monumenti alla tenacia delle genti Friulane, e porta d'accesso alle Alpi Carniche, che racchiudono le splendide Dolomiti Friulane. Un viaggio quello descritto che attraversa città, paesi e borghi da scoprire soffermandosi a viverli come la bella piazza di San Vito al Tagliamento dove concedersi una sosta tra secolari vestigia.

UDINE

Storie di Uomini e Lavoro

Battistini, Arcivescovo di Udine, all'epoca del terremoto disse “prima le fabbriche, poi le case, poi le chiese” sprone ad un popolo operoso che non si arrende davanti alle difficoltà; che vide operai e dipendenti accorrere a rimettere in funzione gli impianti industriali dopo aver provveduto ai propri familiari. Popolo che ha da sempre trovato modo di mettere a frutto la propria operosità ed il proprio ingegno. La Solari di Udine è uno dei tanti esempi di sapere di antica matrice. Attraversando la pianura friulana in direzione Pordenone si possono incontrare numerose realtà motivo di vanto industriale e tecnologico. La centrale idroelettrica di Malnisio, oggi riconvertita a  museo è un bell'esempio di archeologia industriale. Poco oltre, il distretto delle coltellerie di Maniago, dov'è raccolta l'eredità degli arrotini. Uomini che in sella ad una bicicletta portavano la sapiente arte in giro per l'Italia. Lungo la pedemontana friulana incontriamo la Snaidero dove l'arte del falegname s'è fatta industria.
Nelle vicine Alpi Giulie a Cave del Predil, l'antica miniera Raibl di epoca romana,  oggi è un museo. Ritornando verso la pianura s'incontra il Gruppo Cividale specializzato nella lavorazione degli acciai. Un altra realtà importante per storia e cultura è il distretto del mobile di Manzano, dove per anni si è vissuto di “sedia”: in fabbrica come nei bar o a casa. Giungendo al mare incontriamo il bacino navale della Fincantieri dove da più di un secolo si producono le più importanti navi al mondo. Navi che hanno contribuito allo sviluppo economico e turistico dei quali Trieste con il suo porto ne è a pieno titolo la capitale basti pensare al commercio del caffè o all'industria crocieristica.

PORDENONE

Artisti e Artigiani

In passato l'artista era un “maestro”, nel presente diventa “creativo”, ecco che allora a Pordenone troviamo gli affreschi del pittore rinascimentale il Pordenone accanto al designer contemporaneo Harry Bertoia. Ad ovest, in quello che era “il giardino della Serenissima”, artigiani ed artisti si fondono nel marchio Fazioli pianoforti. Dal legno al vetro, a San Vito al Tagliamento troviamo la casa museo del “maestro vetraio” Toni Zuccheri.  A pochi chilometri di distanza, a Casarsa, si può far visita al Centro studi che porta il nome di  Pier Paolo Pasolini. Eccoci ora giunti a Codroipo, nella capitale culturale del Friuli Venezia Giulia con la sua vetrina internazionale di Villa Manin di Passariano e con l'ormai rara arte di fabbricazione di strumenti liturgici nel laboratorio di Gustavo Zanin. Udine ci consente di spaziare dagli affreschi del Tiepolo fino alla vocazione familiare all'arte dei Basaldella. Una sosta a Gradisca d'Isonzo ci permette di ammirare  le opere di Dora Bassi lungo le mura della fortezza. Nelle terre di Cervignano è maturato artisticamente fino alla fama internazionale Giuseppe Zigaina. Il viaggio prosegue alla Galleria d'arte di Monfalcone che conserva opere del più importante xilografo italiano del '900 Tranquillo Marangoni. In fine Trieste, inspiratrice di intellettuali di ogni epoca arrivati da ogni luogo ma anche di artisti come Serse, dove anche l'industria attraverso il mecenatismo promuove arte con la collezione Stock.

TRIESTE

Tradizione e Tipicità

Nelle serene notti invernali, dalla pianura udinese si possono scorgere le luci di Gemona e della pedemontana friulana, esse appaiono talmente vicine e vive da immaginarle come delle decorazioni natalizie. Nelle fresche mattine d'estate dalle Dolomiti Friulane si può distinguere chiaramente la laguna di Grado e le sue acque talmente brillanti da sembrare d'oro. Una terra la nostra che avvolge il viaggiatore e mai si ripete, dal medioevale Castello di Gorizia attraverso la landa carsica si scende sulle frastagliate coste al Castello di Miramare, nei suoi giardini e alla riserva marina.
Mare che dopo poco diventa placido rifugio per avifauna all'interno delle lagune di Grado e Marano, paesi questi che in antica epoca erano al servizio di Aquileia, metropoli romana, del quale ancora oggi possiamo ammirarne i resti. Essa fu capitale del Friuli posta a difesa dei confini orientali, formati dai dolci declivi del Collio, da Cividale e dalle selvagge ed impervie Valli del Natisone. Proseguendo a nord si apre la piana del Tagliamento presso Gemona e Venzone perle architettoniche, monumenti alla tenacia delle genti Friulane, e porta d'accesso alle Alpi Carniche, che racchiudono le splendide Dolomiti Friulane. Un viaggio quello descritto che attraversa città, paesi e borghi da scoprire soffermandosi a viverli come la bella piazza di San Vito al Tagliamento dove concedersi una sosta tra secolari vestigia.

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